27 febbraio 2018

La biodiversità

Sempre più frequentemente in questi ultimi anni si discute di biodiversità quale elemento essenziale per la vita sulla terra, per il benessere dell’umanità nonché per il grande valore economico.

Nel 1992 con la Conferenza dell’ONU a Rio De Janeiro, per la prima volta a livello internazionale si è sottolineata l’importanza di salvaguardare la biodiversità.

Per biodiversità (o biovarietà o ancora varietà della vita sul pianeta) si intende l’insieme di tutte le forme viventi, geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad essi correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.

Wilson (entomologo) ha definito la biodiversità a tre livelli:

  • intraspecifico = in qualsiasi specie non esistono due individui identici (ad esempio due canarini uguali o due uomini uguali);
  • interspecifico = fra specie e specie ci sono differenze (ad esempio lepri, conigli, scoiattoli);
    ecosistemi = esistono sul pianeta ecosistemi diversi ( mari, oceani, fiumi, pianure).

L’uso del termine ha coinciso con la crescente preoccupazione per l’estinzione di specie riscontrato nelle ultime decadi del 20° secolo.

Ancora Wilson ha formulato la teoria delle biodiversità , secondo la quale, in un dato ambiente la biodiversità è tanto maggiore quanto più:

  • c’è energia solare;
  • stabile è il clima;
  • ampia è la superficie di quell’ambiente.

La maggior parte degli studiosi considera la biodiversità fondamentale.

La biodiversità offre cibo: raccolti, bestiame, selvicoltura, pesce.

la biodiversità ha un notevole ruolo in medicina: il chinino, per la cura della malaria, proviene dalla pianta della china; il digitale, in uso per curare molte malattie cardiache, dalla pianta di digitale; per la terapia del dolore viene impiegata la morfina, ricavata dalla pianta di papavero.
Anche gli animali hanno un ruolo importante nella ricerca medica.

La biodiversità è presente nell’industria per la produzione di tessuti, legno da costruzione, biomassa per la produzione di energia, petroli, lubrificanti, profumi, tinte, cere, carta, veleni.
Dagli animali: lana, seta, cuoio, pellicce, cere, lubrificanti. Gli animali possono essere usati per il trasporto.

La biodiversità rappresenta in molte aree un’ importante fonte di ricchezza per le possibilità offerte dal turismo e dalle attività ricreative (presenza di parchi, boschi, foreste, animali selvaggi).

La maggioranza dei biologi e degli studiosi in genere ritiene sia in corso un’ estinzione di massa. Approssimativamente su otto specie di piante note una è minacciata dall’estinzione. Ogni anno, tra 17.000 e 100.000 specie scompaiono dal nostro pianeta ; Circa 1/5 delle specie viventi potrebbero scomparire nei prossimi 30 anni.

Quasi tutti gli scienziati sono concordi nell’affermare che le perdite sono dovute all’attività umana in modo particolare all’agricoltura industriale specializzata (pratica della monocoltura) , al disboscamento e alla deforestazione.

La biodiversità riscontrata oggi sulla terra è il risultato di 3,5 miliardi di anni di evoluzione. Alla comparsa dell’uomo la biodiversità ha iniziato un rapido ribasso, con un progressivo fenomeno di estinzione. La vita sulla terra è comparsa circa 4 miliardi di anni fa e 600 anni fa gli esseri viventi hanno colonizzatole terre emerse. In questo periodo, il numero di specie non è cresciuto sempre costantemente, vi sono state 5 forti diminuzioni del numero delle specie (estinzioni di massa), l’ultima delle quali, avvenuta circa 70 milioni di anni fa, ha portato all’estinzione anche dei dinosauri. Alcuni scienziati ipotizzano che sarebbe in corso la sesta estinzione di massa, causata appunto dall’uomo.

Il Veneto è una regione che presenta un’ampia variabilità ambientale (pianura, monti, fiumi, laghi, laguna, mare). Nel Veneto è presente il 50% di tutte le specie presenti in Italia. In Europa, l’Italia è uno dei paesi più ricchi in biodiversità. Con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (50% di quelle europee). Molto di questa ricchezza si sta perdendo anche per la perdita del suolo al ritmo di 110 chilometri quadrati all’anno, pari a 30 ettari al giorno.

La FAO stima che il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i ¾ dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Come effetti diretti, delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e, tra queste, frumento,riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo.

L’agricoltura su piccola scala favorisce la biodiversità, pratica un uso oculato delle risorse e conserva il paesaggio. Nessuno meglio della gente del posto sa quali sono i cambiamenti che possono migliorare la qualità della vita.

Negli anni dello sviluppo industriale, le politiche di sviluppo consideravano le risorse naturali come un bene inesauribile a completa disposizione dell’uomo. Le scelte politiche di questo periodo storico hanno migliorato la qualità della vita dei Paesi occidentali ma a costo di una distruzione ambientale di cui ora iniziamo a pagare le conseguenze. Il nuovo approccio sviluppato nell’ambito del processo sullo sviluppo sostenibile tende invece a considerare la popolazione umana come una parte integrante dell’ecosistema, che ha la capacità e la possibilità di influenzarlo in maniera profonda, ma la cui vita dipende dalla presenza di ecosistemi sani e dalla vita stessa esistente sul pianeta.

A Quarto d’Altino, un’ area fortemente antropizzata la cui attività agricola ha un carattere prevalentemente specializzato e industriale, l’Oasi Naturale di Trepalade, anche se di modeste dimensioni, rappresenta una realtà dove la biodiversità animale e vegetale viene conservata e nella quale sussistono le condizioni favorevoli per incrementarsi.

Apprezzabili sono le iniziative in materia di conservazione e valorizzazione dell’ambiente attuate e progettate dall’Ente Parco del Sile nel territorio Altinate,

Bruno Zanchetta

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